Usa, presto leader nella produzione del gas

Gli Stati Uniti mirano a strappare il primato alla Russia e puntano al mercato Ue

Maggio 22, 2019

Gli Usa scendono in campo sempre più decisi per affermare la loro leadership anche nel settore gas. Dopo l'inaugurazione del nuovo terminal per l’export di gas naturale liquefatto da 10 miliardi di dollari realizzato in Lousiana dalla Cameron Lng, è stato l’ambasciatore Usa presso la Ue, Gordon Sondland a rilanciare l'idea che l'export americano porterà la fine del dominio russo nelle forniture all'Europa occidentale. Ribadendo quanto detto dal presidente Donald Trump durante il discorso di battesimo dell'impianto: “Promuoveremo le esportazioni di gas” e “l’indipendenza energetica americana”.

Il segretario all’Energia aveva già evidenziato la posizione Usa

D’altronde la posizione statunitense era stata ampiamente evidenziata dal segretario Usa all’Energia Rick Perry, rispondendo, a Bruxelles a margine del primo Forum Business to Business Usa-Ue sull’Energia di qualche settimana fa. “Se gli europei dovessero preferire acquistare gas naturale dalla Russia, più conveniente, piuttosto che comprarlo dagli Usa, guardando esclusivamente all’”economicità” della fornitura e non all’affidabilità della stessa, allora, applicando lo stesso criterio, si potrebbe decidere di preferire automobili meno care delle “Bmw”, delle “Mercedes” o delle altre “belle auto” che l’Ue produce.

Il commissario Sefcovic: Ue pronta ad aumentare il suo import dagli Usa

Durante l'inaugurazione dell'impianto Gnl americano era presente anche il vicepresidente della commissione europea per l’energia Maros Sefcovic, che ha ricordato come i Paesi europei importino “circa il 35% del totale dell’export americano di gas naturale liquefatto, e presto saranno in grado di importarne di più”. L'Ue, infatti, è pronta ad aumentare il suo potenziale: lo stesso commissario europeo ha rammentato i terminal per il GNL, in costruzione in Croazia e Grecia, e quelli esistenti in Lituania e Polonia in fase di espansione. Forse, ha aggiunto, “ne sarà costruito un nuovo in Germania”. L’Unione europea dispone, infatti, di capacità di import di gas naturale liquefatto ben sviluppata, con circa 150 miliardi di metri cubi attualmente disponibili. Allo stesso tempo, data la loro importanza strategica per la diversificazione e la sicurezza dell’approvvigionamento, si stanno ampliando le capacità attuali e si stanno sviluppando nuove capacità.

Cresce il numero dei terminal GNL europei

Tra gli sviluppi più recenti vi sono la firma di un accordo di finanziamento tra il governo polacco e la società Polskie LNG per l’estensione del terminale di gas naturale liquefatto a Świnoujście, nella Polonia nordoccidentale sulla costa del Mar Baltico, il 24 aprile. L’Ue ha investito quasi 128 milioni di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale per l’ampliamento di questo terminale, che si aggiungono ai 224 milioni di euro già investiti nel precedente periodo di finanziamento. La decisione finale di investimento del terminale Gnl sull’isola di Krk in Croazia nel gennaio 2019 (l’Ue ha contribuito con un totale di 124 milioni di euro (di cui 108 milioni di euro per il terminale e 16 milioni di euro per il gasdotto di evacuazione). E lo sviluppo della capacità in Grecia, Spagna, Irlanda, Svezia e Cipro. L’Ue stima che entro il 2022 tutti gli Stati membri (tranne Malta e Cipro) avranno accesso a tre fonti di gas e 23 Stati membri avranno accesso al mercato globale del GNL.

La Germania non si accontenta del Nord Stream 2

Anche Berlino ha accettato di investire in due nuovi impianti di rigassificazione Gnl, malgrado l’avvio del Nord Stream 2, per i quali sono in competizione tre siti: Wilhelmshaven, Brunsbuettel e Stade. Al pari dell’Italia che da sempre sconta un prezzo dell’energia superiore a quello europeo per diverse ragioni – strutturali, liquidità del mercato, tasse – anche in Germania l’Energiewende ha notevolmente aumentato la bolletta per i tedeschi, ora tra le più alte dell’Ue. E questo ha ampliato la necessità di gas naturale a basso costo per evitare ulteriori aumenti dei prezzi. Naturalmente il combustibile russo fornito tramite gasdotto è più economico del Gnl. Nonostante ciò però, gli impianti di Gnl potrebbero comunque avvantaggiare i clienti tedeschi. L’introduzione del Gnl, secondo alcuni analisti, potrebbe fungere da tetto ai prezzi che il gigante russo del gas potrebbe fissare per il suo combustibile aggiungendo flessibilità al mercato anche nei futuri negoziati con Gazprom.

Il terminal di Revithoussa hub per la regione del Mediterraneo Sudorientale

In Grecia, il terzo serbatoio sul terminal Gnl di Revithoussa, un’isoletta vicino ad Atene, aumenterà la capacità di stoccaggio totale del 73% a 225.000 metri cubi e aumenterà il tasso di gassificazione del 40%, consentendo alla Grecia di ricevere carichi di Gnl più grandi. “Revithoussa è ora un hub vantaggioso nella regione del Mediterraneo sudorientale per il gas naturale”, ha detto il ministro dell’Energia George Stathakis recentemente.

Usa leader grazie allo shale gas

Ma come hanno fatto gli Usa a diventare leader mondiali in così breve termine? L’enorme flusso di gas americano arriva dalle risorse ottenute mediante il metodo del fracking che ha trasformato in breve tempo gli Stati Uniti in produttori ed esportatori: il Texas è il primo Stato Usa per produzione ma anche la Louisiana sta progredendo, tanto che il governatore John Bel Edwards ha recentemente parlato di oltre 12 progetti Gnl in vari stadi di progresso nello Stato. Per la US Energy Information Administration, la capacità di esportazione di Gnl in America dovrebbe raddoppiare a quasi 8 miliardi di piedi cubi al giorno entro la fine di quest’anno. Le esportazioni dovrebbero attestarsi intorno ai 5,2 miliardi di piedi cubi / giorno quest’anno anche se c’è da considerare la “guerra commerciale” in corso con la Cina che potrebbe far rivedere i numeri.